SABATO 23/10 2021

Purtroppo, quanto prevedevamo nel libro Dentro la zona rossa sta puntualmente verificandosi, compreso l’utilizzo non casuale del termine “distanziamento sociale”. Le istituzioni, invece di mantenere una visione, un compito educativo e di indirizzo della collettività, nonchè la responsabilità della situazione eccezionale che stiamo vivendo e delle decisioni che ne conseguono, ha scelto la comoda strada dello scarico di ogni responsabilità su cittadine e cittadini, facendo leva sull’idea, non sempre infondata ma eccessiva, dello scalcinato atteggiamento degli italiani nei confronti del dovere civico.
Si è iniziato con la roboante campagna contro “runner, tutine, cazzeggio, grigliate” (termini testuali), sfociata con l’incredibile assalto al bagnante solitario di Rimini, e ora si è data l’accelerata, unica in Europa, attraverso l’uso surrettizio di uno strumento che ormai di tutta evidenza ha funzioni economiche e produttive e, solo marginalmente, sanitarie.
Invece di mantenere lucidità, freddezza e un’indispensabile empatia umana, lo Stato e i vari enti locali, non è chiaro se in modo preordinato o per incapacità (forse entrambe), hanno alimentato intolleranza, odio e discordia tra i cittadini, che ora non trovano di meglio che insultarsi tra loro come i peggiori tifosi calcistici, imputando alla fazione avversa l’irresponsabilità da un lato, l’incoscienza dall’altro. Anche se il primo gruppo è evidentemente maggioritario, non è schiacciando e detestando la minoranza che si risolvono i problemi; anzi, si facilitano così la strumentalizzazioni fasciste dei gruppi di estrema destra.
Occorre molta lucidità, a partire da noi Ne parleremo sabato dalle ore 18 30.