Siamo donne e uomini con differenti provenienze geografiche e culturali accomunati dal vivere in quartiere. Siamo lavoratrici, studenti, disoccupate, inoccupati, musicisti, artigiane, giovani di belle speranze e coriacei rinoceronti di mezz’età un po’ logori. In mezzo alla crisi, nelle macerie che l’epoca nostra produce copiosamente, abbiamo deciso di organizzarci insieme per soddisfare i nostri legittimi bisogni.

Ci siamo resi conto che quelli come noi, non hanno più un mondo di riferimento nel quale riconoscersi e sentirsi forti e determinanti, che non hanno strumenti adeguati per ritrovarsi ed affrontare insieme la vita di fronte all’arroganza dei potenti e all’istinto biocida delle classi dirigenti. Ci siamo resi conto che dobbiamo partire da noi perciò abbiamo deciso di darci cio’ che ci serve mettendo insieme tutto quel poco di economico che abbiamo e tutto quel molto di saperi, relazioni, esperienze e affetti per fornirci la possibilità di elaborare e praticare una forma di vita altra. Una vita fatta di convivialità, relazioni orizzontali, condivisione, solidarietà e creatività. Un patto tra liberi e pari. Per questo abbiamo cominciato a sperimentarci insieme nel lavoro collettivo già nella precedente gestione del vecchio Zazie che vide la luce nel lontano giugno 2011. Ci siamo poi trasformati negli anni in un collettivo di lavoro puntando a costruire le condizioni per un ulteriore e più importante passaggio attraverso la nuova esperienza della cooperativa Zazie: la completa progettazione, costruzione e autogestione del nostro posto di lavoro nel territorio in cui abitiamo.
Zazie nel metro’ , baretto di quartiere, con la sua presenza costante nella strada, con le tante iniziative prodotte, ha contribuito insieme alle altre realtà nate in questi ultimi anni, a tessere reti solidali e relazioni nel territorio fondate sul mutuo aiuto, alla ricostituzione in forze di un tessuto sociale sano e consapevole, critico e operoso.