Inserito il 05 ottobre 2009 da bluantinoo.
Si è conclusa al Pigneto una maxi operazione della Guardia di Finanza. Decine di extracomunitari arrestati. Represso dagli agenti ogni tentativo di fare foto o video [segue...]
Quello che segue non è una fredda cronaca, ma un singolo punto di vista sull'accaduto.
Ore 18:30, circa, del 5 ottobre 2009, lo stretto incrocio tra via del Pigneto e via Campobasso è congestionato da folla e chiasso: si vedono 4 o 5 furgoni blindati della Guardia di finanza, altrettante volanti e decine di Finanzieri in assetto antisommossa che arrestano ogni uomo dalla pelle scura che riescono ad scovare. Intorno una folla di bocche spalancate e occhi increduli: non capita spesso di vedere tanti elmetti e manganelli tutti insieme.
Mi avvicino ed estraggo la macchina fotografica. Scatto un paio di foto senza capire bene cosa sta succedendo. Nemmeno 10 secondi e vengo additato da un finanziere: "prendete quello, sta facendo foto". Degli agenti si avvicinano e con sguardi incazzati mi intimano di cancellare le foto. Li guardo sbigottito e chiedo perchè. Mi rispondono che si tratta di un'operazione di anti-terrorismo e (quindi) non posso riprendere nulla, nemmeno se succede in mezzo alla strada. Per essere più convincenti decidono di afferrarmi per il retro dei pantaloni e, alzandomi da terra, mi trascinanano verso un blindato, mi chiedono i documenti, li favorisco, uno di loro apre lo sportello del blindato per farmi salire: "questo lo fermiamo, facci vedere le foto, cancellale o ti portiamo via". Nel frattempo incrocio altri finanzieri che stanno decidendo cosa fare: "i negri vanno tutti nei furgoni", dicono.
Vedo i blindati stipati di uomini africani. Mi lasciano andare, allontanandomi da quello che vedo e restituendomi il documento. Vedo ancora finanzieri che tornano dalle vie adiacenti con altri ragazzi dalla pelle scura che nemmeno protestano: li infilano nei blindati. Ne arriva un'altro da via Macerata, tiene un extracomunitario a braccetto e si avvicina al furgone ma un'altro finanziere gli fa segno di no: "i blindati sono pieni, mettilo in automobile". Tiro di nuovo fuori la macchina fotografica, altri 10 secondi, altra intimidazione. Questa volta sono 3 i finanzieri che mi circondano e mi obbligano a cancellare le foto dopo avermi accompagnato nuovamente nei pressi di un blindato. Uno si allontana col mio documento, lo perdo di vista. Qualcuno, tra le folla, si avvicina e cerca di prendere le mie difese, ma non c'è nulla da fare: niente foto ne video e io devo stare attento, anzi, me ne devo andare, tutti se ne devono andare, non c'è nulla da vedere.
Ancora non capisco bene il motivo di tanto casino: chiedo un po' in giro, cerco qualcuno che ha assistito alla scena dall'inizio. Per lo più preferiscono non parlare. Qualcuno dice "io sono arrivato da lontano, ho visto agitare dei manganelli e mi sono avvicinato". Qualcun'altro dice "se lo dovevano aspettare, devono stare buoni, questa volta hanno esagerato". La frase si riferisce alla comunità africana che vive da molto tempo in alcuni appartamenti in via Campobasso e via Avellino - una storia vecchia, che qui al Pigneto tutti conoscono. Una comunità folta, ma pacifica, venditori ambulanti per lo più. Affollano il marciapiede, quando non lavorano, probabilmente perché tutti insieme non c'entrano nelle case che affittano, dove dormono a turni. Sono abituati a ricevere le visite delle forze dell'ordine che periodicamente entrano nelle loro abitazioni, sequestrano sacchi della loro merce, ne arrestano un paio che poi rilasciano e tutto finisce li, fino alla prossima visita. Qualcuno ne aveva già parlato qui sul forum.
A quanto pare oggi hanno reagito. Sono solo frammenti di voci, ma io le ascolto e ricostruisco mentalmente: un paio di ore prima le forze dell'ordine erano già venute, in numero minore, e sono state minacciate. Un finanziere dice di aver avuto un coltello puntato alla gamba. Sono più o meno queste le giustificazioni che i finanzieri sono forniscono alla gente che pone domande esterrefatta. C'è chi si butta in mezzo, dicendo "prendete me, anche io non ho i documenti", ma sono interessati solo agli africani, quelli con la pelle scura che oggi hanno mancato di rispetto, sono loro la causa dell'operazione anti-terrorismo.
Quando i furgoni e le auto sono pieni e non possono arrestare nessun'altro se ne vanno liberando le strade che avevano bloccato con loro mezzi: via del Pigneto, via Macerata, Circonvallazione Casilina. Ma la strada non si libera, rimane affollata da gente che discute animatamente. Chi non nasconde uno sguardo soddisfatto, chi urla indignato, chi non capisce. Tutti discutono. Io sono più che altro occupato a farmi restituire la carta d'identità. L'unica strada vuota ora è via Campobasso. Me ne vado con il mal di pancia dal nervosismo: sono stato trattato come un criminale: perchè facevo delle foto a quello che vedevo, quello che succedeva in mezzo alla strada, davanti agli occhi di centinaia di persone.
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