Il Pigneto - Quartiere di Roma Municipio VI
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Eventi di domenica 5 febbraio 2012
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Dove e Quando: Dettagli:
Categoria:
Incontri  Incontri
Alle Ore:
 11:30
Presso:
Ristorante Ass. della Comunità Etiopica in Italia- Ristorante
Cucina tipica etiope - lunedì chiuso
DETTAGLI...

Per una clinica ad Huruta'

 

Unisciti al pranzo organizzato per la raccolta di fondi che si terrà domenica 5 febbraio per una clinica ad Huruta', un villaggio etiope nella regione di Oromia.

www.facebook.com/events/345346628816597/

 

Categoria:
Cultura  Cultura
Alle Ore:
 12:00
Presso:
Spazio PolivalenteAleph
autofinanziamento cooperazione internazionale

IL BRUNCH DELLA DOMENICA

Imperdibile appuntamento ogni domenica con il Brunch dell'Aleph, dalle 12.00 alle 16.00.
In diretta con The Drift di Fandango Web Radio potrete gustare un ricco buffet vegetariano e biologico a cura dello chef Andrea Melucci, il tutto accompagnato da una selezione di vini... e birre artigianali.

L'animazione delle ragazze di CartaStraccia intratterrà i bambini durante il brunch, che mangeranno e giocheranno in uno spazio appositamente pensato per loro.

Consumazione 12 euro con analcolico, 15 euro con bevanda alcolica. I più piccoli dai 3 ai 12 anni pagano 1 euro per anno di età.

www.alephroma.org
info@alephroma.org

Categoria:
Incontri  Incontri
Alle Ore:
 19.30
Presso:
LocaleBelleville
Circolo ARCI

Psicoville Presenta

TRA SOCIETA'e INDIVIDUAZIONE

L'inconscio collettivo da Jung a Miyazaki

2°Appuntamento

Dietro ai simboli si celano gli infiniti significati del concreto...e una favola è il simbolo del passaggio dall'infanzia all'età adulta. I riti di passaggio, interessano anche gli adulti, che entrano ed escono dal gruppo, dalla società. Sono i riti che scandiscono i passaggi...e ce ne sono di occidentali, di orientali, di tribali. Gli sciamani accompagnano i riti... e le donne corrono coi lupi. Le principesse guerriere sono archetipi che affondano le proprie radici nell'inconscio collettivo...e Fellini è un maestro in materia. Detto ciò ci vengono in mente i motoscafi affollati di immigrati, che "passano" da un mondo a un altro...e rappresentano la nostra post-modernità.

Un ciclo pieno di formule magiche, di oggetti incantati, di bambole che ci indicano il cammino. Psicoville diventa il regno dei simboli, e vi farà attraversare un mondo pieno di significati nscosti.
Vi aspettiamo con le vostre idee, per condividerle con noi, nelle sei domeniche che vi proponiamo, all'insegna di proiezioni di film, racconti di fiabe, giochi collettivi...

Categoria:
Musica  Musica
Alle Ore:
 19:30
Presso:
BarRazmataz
Wine bar, eventi musicali, feste private, dj set

Aperitivo in musica

Domenica musicale all'ora dell'aperitivo con Mel Freire e Giulia Salsone. Ore 19.30 Ingresso libero

L’INCONTRO MUSICALE TRA LA CANTANTE BRASILIANA MEL FREIRE E LA CHITARRISTA ITALIANA GIULIA

SALSONE NASCE A ROMA QUALCHE ANNO FA. LA LORO COLLABORAZIONE S’INTENSIFICA GRAZIE AL DESIDERIO COMUNE DI RICERCARE E APPROFONDIRE LE VARIE FORME ESPRESSIVE DELLA MUSICA BRASILIANA, DAL SAMBA ANTICO A QUELLO DEI GIORNI NOSTRI, DAI RITMI CARIOCA DELLO CHORO A QUELLI BAHIANI DELL’ AFROSAMBA

Categoria:
Cinema  Cinema
Alle Ore:
 21:00
Presso:
Alphaville
cineclub

ELIO E LE STORIE VERE

ALPHAVILLE CINECLUB
Roma, Via del Pigneto, 283

ELIO E LE STORIE VERE

Il cinema di Elio Petri (1929-1982), selezione monografica

A trent’anni dalla scomparsa, Alphaville Cineclub dedica ad Elio Petri (1929-1982) la rassegna ‘Elio e le storie vere’, selezione di lungometraggi del regista in programma , dal 3 al 12 febbraio prossimi, nella sua sede di Via del Pigneto 283 dalle ore 21.00.

Elio Petri, cinefilo sin da giovane e dunque appassionato frequentatore di cineclub, comincia ad occuparsi di cinema e riflessione politica quando assume l’incarico di critico cinematografico per L’Unità; subito dopo inizia una fruttuosa attività di sceneggiatore ed aiuto regista a fianco di Giuseppe De Santis. Il soggetto di Roma ore 11 (1952) deriva da un’inchiesta giornalistica del futuro regista, convinto sostenitore del neorealismo nel periodo 1940 – 1960, poi transfuga verso un cinema meno integralista e più attento alle esigenze del pubblico. Sempre in veste di sceneggiatore ha curato la scrittura di lavori popolari come L’impiegato (1959) di Gianni Puccini ed I mostri (1963) di Dino Risi.

Il debutto di Elio Petri con il giallo psicologico L’assassino(1961, venerdì 3 febbraio) mostra un cineasta già padrone del mezzo espressivo, impegnato ma votato ad accettare le regole produttive, consapevole che si possa far trapelare messaggio ed ideologia anche attraverso qualsivoglia contenitore di genere, come nel caso di questa opera prima in cui il vero tema portante è l’alienazione dell’uomo contemporaneo indagata attraverso l’uso del thriller anomalo per raccontare la storia dell’omicidio dell’amante di un antiquario e la relativa indagine poliziesca ma in realtà la mediocrità umana e l’ambiente in cui si è costretti a vivere e ad adeguarsi. Sagace nella selezione dei soggetti, originale nella scelta del linguaggio, abile a dirigere gli attori, Petri si è rivelato autore maturo ed impegnato (anche del soggetto originale) con I giorni contati (1962, sabato 4 febbraio), seconda opera che bene innesta, sulla radice neorealistica, una problematica esistenziale e di indagine sociale con un linguaggio moderno, da nouvelle vague, alla ricerca di uno stile cinematografico personale all'interno di generi tradizionali. In linea con un cinema strumento di crescita civile, il regista esamina temi di grande attualità: l'ipocrisia e la violenza del potere, la contestazione giovanile, la mafia, la dissoluzione della classe politica. Capace di inventare una storia fantasy/western/ commedia forse troppo anticipatrice rispetto ai gusti dell’epoca con La decima vittima (1965, sabato 4 febbraio alle 23.00), miscuglio affascinante di generi con strepitosi abiti swinging ed indimenticabile chioma bionda del Marcello nazionale, si riafferma con la requisitoria sociale in A ciascuno il suo (1967, domenica 5 febbraio), da L. Sciascia, iniziando il sodalizio con lo sceneggiatore U. Pirro. Il film dà inizio nella sua carriera ad un cinema di impegno civile con pellicole in grado di trovare punti di contatto tra qualità ed aspettativa del pubblico. Dopo Un tranquillo posto di campagna, su un tessuto psicanalitico legato all’arte ed al suo divenire (1968, giovedì 9 febbraio) con protagonista un convincente Franco Nero ed i quadri dell’artista Jim Dine, dirige Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, premio Oscar come miglior film straniero nel 1971, venerdì 10 febbraio), interpretato da G. M. Volonté come il successivo La classe operaia va in paradiso (1971, sabato 11), Palma d'oro a Cannes nel 1972: due modelli di cinema civile, sanguigno, incentrati sull'alienazione. Il primo film ruota attorno al rapporto problematico tra società, nevrosi e potere, temi puntualmente analizzati nella produzione del regista che spesso utilizza le nevrosi come mezzo per venire in contatto con il carattere di un personaggio. Nel secondo film Petri accentua la sua tendenza al grottesco, spinto al limite, in Todo modo (1976, domenica 12 febbraio), ancora da Sciascia e ancora con Volonté, storia fantapolitica di colore giallo e di aspetto metafisico situata al tempo della D.C e dotata di graffiante sagacia in cui gli attori, in particolare proprio Volontè, fanno davvero la differenza. Per la televisione Petri ha curato nel 1978 un adattamento da Le mani sporche di J.P. Sartre. Nel 1981 ha esordito in teatro con la regia di L'orologio americano, di A. Miller per lo Stabile di Genova.

A completare la selezione dedicata ad Elio Petri, mercoledì 8 febbraio alle ore 21.00 è prevista la proiezione del documentario Elio Petri, appunti su un autore (2005) di Federico Bacci, Nicola Guarneri, Stefano Leone,lavoro a sei mani per ricordare il ‘capoccione’, come Petri veniva apostrofato dagli amici del cinema, in un Paese che, forse perché ritenuto scomodo, lo ha dimenticato in fretta, nonostante i prestigiosi premi vinti e l’attenzione e la passione con cui ha tentato di analizzare il sistema italiano.

‘…Il suo cinema, formatosi nella Roma del dopoguerra, era il cinema della generazione che veniva dopo il neorealismo; conteneva al suo interno le caratteristiche di inchiesta sulla società, ma ne rappresentava anche il superamento, abbandonando l’aspetto dimesso e semplice, proprio del primo dopoguerra e diventando rappresentazione diretta della società con stili nuovi e più elaborati. ’E’ proprio questo cambiamento unito alle tematiche di nevrosi, potere ed alienazione conseguenziali, secondo gli autori del documentario, a rendere l’opera di Elio Petri assolutamente unica nel panorama autoriale italiano.

A tal proposito Elio afferma: “…Negli anni andati c’erano ancora canoni da rispettare o trasgredire. Oggi non più. Il canone neo-realistico imponeva abiti espressivi penitenziali, la realtà andava ‘rispettata’, diventava essa stessa canone e io invece pensavo che essa fosse sempre da interpretare, poiché la realtà è simbolo e metafora e non va mai ripetuta piattamente, schematicamente…”
Al documentario faranno seguito letture di inediti d’autore e proiezioni ‘corsare’!


Vi aspettiamo!
Un saluto cinefilo
Alphaville Cineclub

Info: www.cineclubalphaville.it
         alphaville2001@libero.it
         3393618216-3388639465

Eventi di mercoledì 8 febbraio 2012
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Categoria:
Incontri  Incontri
Alle Ore:
 17:00
Presso:
Servizi Sociali e Culturali Consultorio Familiare
DETTAGLI...

Cicli, Donne e Alimentazione

Assemblea Straordiniaria delle Donne
del Consultorio di P.zza dei Condottieri,34

Mercoledì 08 Febbraio ore 17.00-19.00


incontro su


Cicli, Donne e Alimentazione

condotto da

Miria Sprega
Erborista-Operatrice Metodo Kousmine

Il metodo Kousmine è  un regime alimentare che comporta un piano differenziato di interventi, non è un medicina alternativa , in particolare focalizza la sua attenzione ed i suoi interventi terapeutici , sulla relazione tra alimentazione e salute, intuendo il rapporto profondo, spesso determinante, che c'è tra il modo di nutrirsi e lo stato di salute generale dell'organismo.

Faremo il punto sulla mobilitazione e la raccolta delle firme che le Donne, le Compagne e le Femministe del distretto sanitario Roma C hanno messo in piedi dopo l'assemblea spontanea che si è tenuta mercoledì 25 gennaio 2012 al Consultorio di Via Casilina n°711,

In Difesa dei Consultori nel VI Municipio

per info, adesioni e firme on-line:
http://giulemanidaiconsultori.blogspot.com/
www.centrodonnedalia.it

 

Assemblea delle Donne del Consultorio
P.zza dei Condottieri, 34
Associazione D.A.L.I.A.
Donne Autodeterminate Libere in Azione

 

Categoria:
Cinema  Cinema
Alle Ore:
 21:00
Presso:
Alphaville
cineclub

ELIO E LE STORIE VERE

ALPHAVILLE CINECLUB
Roma, Via del Pigneto, 283

ELIO E LE STORIE VERE

Il cinema di Elio Petri (1929-1982), selezione monografica

A trent’anni dalla scomparsa, Alphaville Cineclub dedica ad Elio Petri (1929-1982) la rassegna ‘Elio e le storie vere’, selezione di lungometraggi del regista in programma , dal 3 al 12 febbraio prossimi, nella sua sede di Via del Pigneto 283 dalle ore 21.00.

Elio Petri, cinefilo sin da giovane e dunque appassionato frequentatore di cineclub, comincia ad occuparsi di cinema e riflessione politica quando assume l’incarico di critico cinematografico per L’Unità; subito dopo inizia una fruttuosa attività di sceneggiatore ed aiuto regista a fianco di Giuseppe De Santis. Il soggetto di Roma ore 11 (1952) deriva da un’inchiesta giornalistica del futuro regista, convinto sostenitore del neorealismo nel periodo 1940 – 1960, poi transfuga verso un cinema meno integralista e più attento alle esigenze del pubblico. Sempre in veste di sceneggiatore ha curato la scrittura di lavori popolari come L’impiegato (1959) di Gianni Puccini ed I mostri (1963) di Dino Risi.

Il debutto di Elio Petri con il giallo psicologico L’assassino(1961, venerdì 3 febbraio) mostra un cineasta già padrone del mezzo espressivo, impegnato ma votato ad accettare le regole produttive, consapevole che si possa far trapelare messaggio ed ideologia anche attraverso qualsivoglia contenitore di genere, come nel caso di questa opera prima in cui il vero tema portante è l’alienazione dell’uomo contemporaneo indagata attraverso l’uso del thriller anomalo per raccontare la storia dell’omicidio dell’amante di un antiquario e la relativa indagine poliziesca ma in realtà la mediocrità umana e l’ambiente in cui si è costretti a vivere e ad adeguarsi. Sagace nella selezione dei soggetti, originale nella scelta del linguaggio, abile a dirigere gli attori, Petri si è rivelato autore maturo ed impegnato (anche del soggetto originale) con I giorni contati (1962, sabato 4 febbraio), seconda opera che bene innesta, sulla radice neorealistica, una problematica esistenziale e di indagine sociale con un linguaggio moderno, da nouvelle vague, alla ricerca di uno stile cinematografico personale all'interno di generi tradizionali. In linea con un cinema strumento di crescita civile, il regista esamina temi di grande attualità: l'ipocrisia e la violenza del potere, la contestazione giovanile, la mafia, la dissoluzione della classe politica. Capace di inventare una storia fantasy/western/ commedia forse troppo anticipatrice rispetto ai gusti dell’epoca con La decima vittima (1965, sabato 4 febbraio alle 23.00), miscuglio affascinante di generi con strepitosi abiti swinging ed indimenticabile chioma bionda del Marcello nazionale, si riafferma con la requisitoria sociale in A ciascuno il suo (1967, domenica 5 febbraio), da L. Sciascia, iniziando il sodalizio con lo sceneggiatore U. Pirro. Il film dà inizio nella sua carriera ad un cinema di impegno civile con pellicole in grado di trovare punti di contatto tra qualità ed aspettativa del pubblico. Dopo Un tranquillo posto di campagna, su un tessuto psicanalitico legato all’arte ed al suo divenire (1968, giovedì 9 febbraio) con protagonista un convincente Franco Nero ed i quadri dell’artista Jim Dine, dirige Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, premio Oscar come miglior film straniero nel 1971, venerdì 10 febbraio), interpretato da G. M. Volonté come il successivo La classe operaia va in paradiso (1971, sabato 11), Palma d'oro a Cannes nel 1972: due modelli di cinema civile, sanguigno, incentrati sull'alienazione. Il primo film ruota attorno al rapporto problematico tra società, nevrosi e potere, temi puntualmente analizzati nella produzione del regista che spesso utilizza le nevrosi come mezzo per venire in contatto con il carattere di un personaggio. Nel secondo film Petri accentua la sua tendenza al grottesco, spinto al limite, in Todo modo (1976, domenica 12 febbraio), ancora da Sciascia e ancora con Volonté, storia fantapolitica di colore giallo e di aspetto metafisico situata al tempo della D.C e dotata di graffiante sagacia in cui gli attori, in particolare proprio Volontè, fanno davvero la differenza. Per la televisione Petri ha curato nel 1978 un adattamento da Le mani sporche di J.P. Sartre. Nel 1981 ha esordito in teatro con la regia di L'orologio americano, di A. Miller per lo Stabile di Genova.

A completare la selezione dedicata ad Elio Petri, mercoledì 8 febbraio alle ore 21.00 è prevista la proiezione del documentario Elio Petri, appunti su un autore (2005) di Federico Bacci, Nicola Guarneri, Stefano Leone,lavoro a sei mani per ricordare il ‘capoccione’, come Petri veniva apostrofato dagli amici del cinema, in un Paese che, forse perché ritenuto scomodo, lo ha dimenticato in fretta, nonostante i prestigiosi premi vinti e l’attenzione e la passione con cui ha tentato di analizzare il sistema italiano.

‘…Il suo cinema, formatosi nella Roma del dopoguerra, era il cinema della generazione che veniva dopo il neorealismo; conteneva al suo interno le caratteristiche di inchiesta sulla società, ma ne rappresentava anche il superamento, abbandonando l’aspetto dimesso e semplice, proprio del primo dopoguerra e diventando rappresentazione diretta della società con stili nuovi e più elaborati. ’E’ proprio questo cambiamento unito alle tematiche di nevrosi, potere ed alienazione conseguenziali, secondo gli autori del documentario, a rendere l’opera di Elio Petri assolutamente unica nel panorama autoriale italiano.

A tal proposito Elio afferma: “…Negli anni andati c’erano ancora canoni da rispettare o trasgredire. Oggi non più. Il canone neo-realistico imponeva abiti espressivi penitenziali, la realtà andava ‘rispettata’, diventava essa stessa canone e io invece pensavo che essa fosse sempre da interpretare, poiché la realtà è simbolo e metafora e non va mai ripetuta piattamente, schematicamente…”
Al documentario faranno seguito letture di inediti d’autore e proiezioni ‘corsare’!


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Eventi di giovedì 9 febbraio 2012
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Cinema  Cinema
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 21:00
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Alphaville
cineclub

ELIO E LE STORIE VERE

ALPHAVILLE CINECLUB
Roma, Via del Pigneto, 283

ELIO E LE STORIE VERE

Il cinema di Elio Petri (1929-1982), selezione monografica

A trent’anni dalla scomparsa, Alphaville Cineclub dedica ad Elio Petri (1929-1982) la rassegna ‘Elio e le storie vere’, selezione di lungometraggi del regista in programma , dal 3 al 12 febbraio prossimi, nella sua sede di Via del Pigneto 283 dalle ore 21.00.

Elio Petri, cinefilo sin da giovane e dunque appassionato frequentatore di cineclub, comincia ad occuparsi di cinema e riflessione politica quando assume l’incarico di critico cinematografico per L’Unità; subito dopo inizia una fruttuosa attività di sceneggiatore ed aiuto regista a fianco di Giuseppe De Santis. Il soggetto di Roma ore 11 (1952) deriva da un’inchiesta giornalistica del futuro regista, convinto sostenitore del neorealismo nel periodo 1940 – 1960, poi transfuga verso un cinema meno integralista e più attento alle esigenze del pubblico. Sempre in veste di sceneggiatore ha curato la scrittura di lavori popolari come L’impiegato (1959) di Gianni Puccini ed I mostri (1963) di Dino Risi.

Il debutto di Elio Petri con il giallo psicologico L’assassino(1961, venerdì 3 febbraio) mostra un cineasta già padrone del mezzo espressivo, impegnato ma votato ad accettare le regole produttive, consapevole che si possa far trapelare messaggio ed ideologia anche attraverso qualsivoglia contenitore di genere, come nel caso di questa opera prima in cui il vero tema portante è l’alienazione dell’uomo contemporaneo indagata attraverso l’uso del thriller anomalo per raccontare la storia dell’omicidio dell’amante di un antiquario e la relativa indagine poliziesca ma in realtà la mediocrità umana e l’ambiente in cui si è costretti a vivere e ad adeguarsi. Sagace nella selezione dei soggetti, originale nella scelta del linguaggio, abile a dirigere gli attori, Petri si è rivelato autore maturo ed impegnato (anche del soggetto originale) con I giorni contati (1962, sabato 4 febbraio), seconda opera che bene innesta, sulla radice neorealistica, una problematica esistenziale e di indagine sociale con un linguaggio moderno, da nouvelle vague, alla ricerca di uno stile cinematografico personale all'interno di generi tradizionali. In linea con un cinema strumento di crescita civile, il regista esamina temi di grande attualità: l'ipocrisia e la violenza del potere, la contestazione giovanile, la mafia, la dissoluzione della classe politica. Capace di inventare una storia fantasy/western/ commedia forse troppo anticipatrice rispetto ai gusti dell’epoca con La decima vittima (1965, sabato 4 febbraio alle 23.00), miscuglio affascinante di generi con strepitosi abiti swinging ed indimenticabile chioma bionda del Marcello nazionale, si riafferma con la requisitoria sociale in A ciascuno il suo (1967, domenica 5 febbraio), da L. Sciascia, iniziando il sodalizio con lo sceneggiatore U. Pirro. Il film dà inizio nella sua carriera ad un cinema di impegno civile con pellicole in grado di trovare punti di contatto tra qualità ed aspettativa del pubblico. Dopo Un tranquillo posto di campagna, su un tessuto psicanalitico legato all’arte ed al suo divenire (1968, giovedì 9 febbraio) con protagonista un convincente Franco Nero ed i quadri dell’artista Jim Dine, dirige Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, premio Oscar come miglior film straniero nel 1971, venerdì 10 febbraio), interpretato da G. M. Volonté come il successivo La classe operaia va in paradiso (1971, sabato 11), Palma d'oro a Cannes nel 1972: due modelli di cinema civile, sanguigno, incentrati sull'alienazione. Il primo film ruota attorno al rapporto problematico tra società, nevrosi e potere, temi puntualmente analizzati nella produzione del regista che spesso utilizza le nevrosi come mezzo per venire in contatto con il carattere di un personaggio. Nel secondo film Petri accentua la sua tendenza al grottesco, spinto al limite, in Todo modo (1976, domenica 12 febbraio), ancora da Sciascia e ancora con Volonté, storia fantapolitica di colore giallo e di aspetto metafisico situata al tempo della D.C e dotata di graffiante sagacia in cui gli attori, in particolare proprio Volontè, fanno davvero la differenza. Per la televisione Petri ha curato nel 1978 un adattamento da Le mani sporche di J.P. Sartre. Nel 1981 ha esordito in teatro con la regia di L'orologio americano, di A. Miller per lo Stabile di Genova.

A completare la selezione dedicata ad Elio Petri, mercoledì 8 febbraio alle ore 21.00 è prevista la proiezione del documentario Elio Petri, appunti su un autore (2005) di Federico Bacci, Nicola Guarneri, Stefano Leone,lavoro a sei mani per ricordare il ‘capoccione’, come Petri veniva apostrofato dagli amici del cinema, in un Paese che, forse perché ritenuto scomodo, lo ha dimenticato in fretta, nonostante i prestigiosi premi vinti e l’attenzione e la passione con cui ha tentato di analizzare il sistema italiano.

‘…Il suo cinema, formatosi nella Roma del dopoguerra, era il cinema della generazione che veniva dopo il neorealismo; conteneva al suo interno le caratteristiche di inchiesta sulla società, ma ne rappresentava anche il superamento, abbandonando l’aspetto dimesso e semplice, proprio del primo dopoguerra e diventando rappresentazione diretta della società con stili nuovi e più elaborati. ’E’ proprio questo cambiamento unito alle tematiche di nevrosi, potere ed alienazione conseguenziali, secondo gli autori del documentario, a rendere l’opera di Elio Petri assolutamente unica nel panorama autoriale italiano.

A tal proposito Elio afferma: “…Negli anni andati c’erano ancora canoni da rispettare o trasgredire. Oggi non più. Il canone neo-realistico imponeva abiti espressivi penitenziali, la realtà andava ‘rispettata’, diventava essa stessa canone e io invece pensavo che essa fosse sempre da interpretare, poiché la realtà è simbolo e metafora e non va mai ripetuta piattamente, schematicamente…”
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Eventi di venerdì 10 febbraio 2012
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ELIO E LE STORIE VERE

ALPHAVILLE CINECLUB
Roma, Via del Pigneto, 283

ELIO E LE STORIE VERE

Il cinema di Elio Petri (1929-1982), selezione monografica

A trent’anni dalla scomparsa, Alphaville Cineclub dedica ad Elio Petri (1929-1982) la rassegna ‘Elio e le storie vere’, selezione di lungometraggi del regista in programma , dal 3 al 12 febbraio prossimi, nella sua sede di Via del Pigneto 283 dalle ore 21.00.

Elio Petri, cinefilo sin da giovane e dunque appassionato frequentatore di cineclub, comincia ad occuparsi di cinema e riflessione politica quando assume l’incarico di critico cinematografico per L’Unità; subito dopo inizia una fruttuosa attività di sceneggiatore ed aiuto regista a fianco di Giuseppe De Santis. Il soggetto di Roma ore 11 (1952) deriva da un’inchiesta giornalistica del futuro regista, convinto sostenitore del neorealismo nel periodo 1940 – 1960, poi transfuga verso un cinema meno integralista e più attento alle esigenze del pubblico. Sempre in veste di sceneggiatore ha curato la scrittura di lavori popolari come L’impiegato (1959) di Gianni Puccini ed I mostri (1963) di Dino Risi.

Il debutto di Elio Petri con il giallo psicologico L’assassino(1961, venerdì 3 febbraio) mostra un cineasta già padrone del mezzo espressivo, impegnato ma votato ad accettare le regole produttive, consapevole che si possa far trapelare messaggio ed ideologia anche attraverso qualsivoglia contenitore di genere, come nel caso di questa opera prima in cui il vero tema portante è l’alienazione dell’uomo contemporaneo indagata attraverso l’uso del thriller anomalo per raccontare la storia dell’omicidio dell’amante di un antiquario e la relativa indagine poliziesca ma in realtà la mediocrità umana e l’ambiente in cui si è costretti a vivere e ad adeguarsi. Sagace nella selezione dei soggetti, originale nella scelta del linguaggio, abile a dirigere gli attori, Petri si è rivelato autore maturo ed impegnato (anche del soggetto originale) con I giorni contati (1962, sabato 4 febbraio), seconda opera che bene innesta, sulla radice neorealistica, una problematica esistenziale e di indagine sociale con un linguaggio moderno, da nouvelle vague, alla ricerca di uno stile cinematografico personale all'interno di generi tradizionali. In linea con un cinema strumento di crescita civile, il regista esamina temi di grande attualità: l'ipocrisia e la violenza del potere, la contestazione giovanile, la mafia, la dissoluzione della classe politica. Capace di inventare una storia fantasy/western/ commedia forse troppo anticipatrice rispetto ai gusti dell’epoca con La decima vittima (1965, sabato 4 febbraio alle 23.00), miscuglio affascinante di generi con strepitosi abiti swinging ed indimenticabile chioma bionda del Marcello nazionale, si riafferma con la requisitoria sociale in A ciascuno il suo (1967, domenica 5 febbraio), da L. Sciascia, iniziando il sodalizio con lo sceneggiatore U. Pirro. Il film dà inizio nella sua carriera ad un cinema di impegno civile con pellicole in grado di trovare punti di contatto tra qualità ed aspettativa del pubblico. Dopo Un tranquillo posto di campagna, su un tessuto psicanalitico legato all’arte ed al suo divenire (1968, giovedì 9 febbraio) con protagonista un convincente Franco Nero ed i quadri dell’artista Jim Dine, dirige Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, premio Oscar come miglior film straniero nel 1971, venerdì 10 febbraio), interpretato da G. M. Volonté come il successivo La classe operaia va in paradiso (1971, sabato 11), Palma d'oro a Cannes nel 1972: due modelli di cinema civile, sanguigno, incentrati sull'alienazione. Il primo film ruota attorno al rapporto problematico tra società, nevrosi e potere, temi puntualmente analizzati nella produzione del regista che spesso utilizza le nevrosi come mezzo per venire in contatto con il carattere di un personaggio. Nel secondo film Petri accentua la sua tendenza al grottesco, spinto al limite, in Todo modo (1976, domenica 12 febbraio), ancora da Sciascia e ancora con Volonté, storia fantapolitica di colore giallo e di aspetto metafisico situata al tempo della D.C e dotata di graffiante sagacia in cui gli attori, in particolare proprio Volontè, fanno davvero la differenza. Per la televisione Petri ha curato nel 1978 un adattamento da Le mani sporche di J.P. Sartre. Nel 1981 ha esordito in teatro con la regia di L'orologio americano, di A. Miller per lo Stabile di Genova.

A completare la selezione dedicata ad Elio Petri, mercoledì 8 febbraio alle ore 21.00 è prevista la proiezione del documentario Elio Petri, appunti su un autore (2005) di Federico Bacci, Nicola Guarneri, Stefano Leone,lavoro a sei mani per ricordare il ‘capoccione’, come Petri veniva apostrofato dagli amici del cinema, in un Paese che, forse perché ritenuto scomodo, lo ha dimenticato in fretta, nonostante i prestigiosi premi vinti e l’attenzione e la passione con cui ha tentato di analizzare il sistema italiano.

‘…Il suo cinema, formatosi nella Roma del dopoguerra, era il cinema della generazione che veniva dopo il neorealismo; conteneva al suo interno le caratteristiche di inchiesta sulla società, ma ne rappresentava anche il superamento, abbandonando l’aspetto dimesso e semplice, proprio del primo dopoguerra e diventando rappresentazione diretta della società con stili nuovi e più elaborati. ’E’ proprio questo cambiamento unito alle tematiche di nevrosi, potere ed alienazione conseguenziali, secondo gli autori del documentario, a rendere l’opera di Elio Petri assolutamente unica nel panorama autoriale italiano.

A tal proposito Elio afferma: “…Negli anni andati c’erano ancora canoni da rispettare o trasgredire. Oggi non più. Il canone neo-realistico imponeva abiti espressivi penitenziali, la realtà andava ‘rispettata’, diventava essa stessa canone e io invece pensavo che essa fosse sempre da interpretare, poiché la realtà è simbolo e metafora e non va mai ripetuta piattamente, schematicamente…”
Al documentario faranno seguito letture di inediti d’autore e proiezioni ‘corsare’!


Vi aspettiamo!
Un saluto cinefilo
Alphaville Cineclub

Info: www.cineclubalphaville.it
         alphaville2001@libero.it
         3393618216-3388639465

Eventi di sabato 11 febbraio 2012
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Dove e Quando: Dettagli:
Categoria:
Cinema  Cinema
Alle Ore:
 21:00
Presso:
Alphaville
cineclub

ELIO E LE STORIE VERE

ALPHAVILLE CINECLUB
Roma, Via del Pigneto, 283

ELIO E LE STORIE VERE

Il cinema di Elio Petri (1929-1982), selezione monografica

A trent’anni dalla scomparsa, Alphaville Cineclub dedica ad Elio Petri (1929-1982) la rassegna ‘Elio e le storie vere’, selezione di lungometraggi del regista in programma , dal 3 al 12 febbraio prossimi, nella sua sede di Via del Pigneto 283 dalle ore 21.00.

Elio Petri, cinefilo sin da giovane e dunque appassionato frequentatore di cineclub, comincia ad occuparsi di cinema e riflessione politica quando assume l’incarico di critico cinematografico per L’Unità; subito dopo inizia una fruttuosa attività di sceneggiatore ed aiuto regista a fianco di Giuseppe De Santis. Il soggetto di Roma ore 11 (1952) deriva da un’inchiesta giornalistica del futuro regista, convinto sostenitore del neorealismo nel periodo 1940 – 1960, poi transfuga verso un cinema meno integralista e più attento alle esigenze del pubblico. Sempre in veste di sceneggiatore ha curato la scrittura di lavori popolari come L’impiegato (1959) di Gianni Puccini ed I mostri (1963) di Dino Risi.

Il debutto di Elio Petri con il giallo psicologico L’assassino(1961, venerdì 3 febbraio) mostra un cineasta già padrone del mezzo espressivo, impegnato ma votato ad accettare le regole produttive, consapevole che si possa far trapelare messaggio ed ideologia anche attraverso qualsivoglia contenitore di genere, come nel caso di questa opera prima in cui il vero tema portante è l’alienazione dell’uomo contemporaneo indagata attraverso l’uso del thriller anomalo per raccontare la storia dell’omicidio dell’amante di un antiquario e la relativa indagine poliziesca ma in realtà la mediocrità umana e l’ambiente in cui si è costretti a vivere e ad adeguarsi. Sagace nella selezione dei soggetti, originale nella scelta del linguaggio, abile a dirigere gli attori, Petri si è rivelato autore maturo ed impegnato (anche del soggetto originale) con I giorni contati (1962, sabato 4 febbraio), seconda opera che bene innesta, sulla radice neorealistica, una problematica esistenziale e di indagine sociale con un linguaggio moderno, da nouvelle vague, alla ricerca di uno stile cinematografico personale all'interno di generi tradizionali. In linea con un cinema strumento di crescita civile, il regista esamina temi di grande attualità: l'ipocrisia e la violenza del potere, la contestazione giovanile, la mafia, la dissoluzione della classe politica. Capace di inventare una storia fantasy/western/ commedia forse troppo anticipatrice rispetto ai gusti dell’epoca con La decima vittima (1965, sabato 4 febbraio alle 23.00), miscuglio affascinante di generi con strepitosi abiti swinging ed indimenticabile chioma bionda del Marcello nazionale, si riafferma con la requisitoria sociale in A ciascuno il suo (1967, domenica 5 febbraio), da L. Sciascia, iniziando il sodalizio con lo sceneggiatore U. Pirro. Il film dà inizio nella sua carriera ad un cinema di impegno civile con pellicole in grado di trovare punti di contatto tra qualità ed aspettativa del pubblico. Dopo Un tranquillo posto di campagna, su un tessuto psicanalitico legato all’arte ed al suo divenire (1968, giovedì 9 febbraio) con protagonista un convincente Franco Nero ed i quadri dell’artista Jim Dine, dirige Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, premio Oscar come miglior film straniero nel 1971, venerdì 10 febbraio), interpretato da G. M. Volonté come il successivo La classe operaia va in paradiso (1971, sabato 11), Palma d'oro a Cannes nel 1972: due modelli di cinema civile, sanguigno, incentrati sull'alienazione. Il primo film ruota attorno al rapporto problematico tra società, nevrosi e potere, temi puntualmente analizzati nella produzione del regista che spesso utilizza le nevrosi come mezzo per venire in contatto con il carattere di un personaggio. Nel secondo film Petri accentua la sua tendenza al grottesco, spinto al limite, in Todo modo (1976, domenica 12 febbraio), ancora da Sciascia e ancora con Volonté, storia fantapolitica di colore giallo e di aspetto metafisico situata al tempo della D.C e dotata di graffiante sagacia in cui gli attori, in particolare proprio Volontè, fanno davvero la differenza. Per la televisione Petri ha curato nel 1978 un adattamento da Le mani sporche di J.P. Sartre. Nel 1981 ha esordito in teatro con la regia di L'orologio americano, di A. Miller per lo Stabile di Genova.

A completare la selezione dedicata ad Elio Petri, mercoledì 8 febbraio alle ore 21.00 è prevista la proiezione del documentario Elio Petri, appunti su un autore (2005) di Federico Bacci, Nicola Guarneri, Stefano Leone,lavoro a sei mani per ricordare il ‘capoccione’, come Petri veniva apostrofato dagli amici del cinema, in un Paese che, forse perché ritenuto scomodo, lo ha dimenticato in fretta, nonostante i prestigiosi premi vinti e l’attenzione e la passione con cui ha tentato di analizzare il sistema italiano.

‘…Il suo cinema, formatosi nella Roma del dopoguerra, era il cinema della generazione che veniva dopo il neorealismo; conteneva al suo interno le caratteristiche di inchiesta sulla società, ma ne rappresentava anche il superamento, abbandonando l’aspetto dimesso e semplice, proprio del primo dopoguerra e diventando rappresentazione diretta della società con stili nuovi e più elaborati. ’E’ proprio questo cambiamento unito alle tematiche di nevrosi, potere ed alienazione conseguenziali, secondo gli autori del documentario, a rendere l’opera di Elio Petri assolutamente unica nel panorama autoriale italiano.

A tal proposito Elio afferma: “…Negli anni andati c’erano ancora canoni da rispettare o trasgredire. Oggi non più. Il canone neo-realistico imponeva abiti espressivi penitenziali, la realtà andava ‘rispettata’, diventava essa stessa canone e io invece pensavo che essa fosse sempre da interpretare, poiché la realtà è simbolo e metafora e non va mai ripetuta piattamente, schematicamente…”
Al documentario faranno seguito letture di inediti d’autore e proiezioni ‘corsare’!


Vi aspettiamo!
Un saluto cinefilo
Alphaville Cineclub

Info: www.cineclubalphaville.it
         alphaville2001@libero.it
         3393618216-3388639465

Eventi di domenica 12 febbraio 2012
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Dove e Quando: Dettagli:
Categoria:
Mercatini  Mercatini
Alle Ore:
 10.00
Presso:
BlackOut Rock Club
Disco rock indie garage punk

WELCOME TO THE MARKET HandmadeARTVintage&co. * BLA

 Domenica 12 febbraio 2012

*** WELCOME TO THE MARKET ***

Presenta

Il Mercatino
HandmadeARTVintage&co.

Un progetto realizzato col patrocinio del Comune di ROMA CAPITALE Municipio Roma VI.

Dalle ore 10:00 alle ore 20:00
Al Black Out Club
INGRESSO LIBERO!

Il nuovo mercatino della capitale:

Si rivolge a tutti gli appassionati e a tutti coloro che vogliono esporre le loro opere di artigianato, hobbistica, abbigliamento, oggettistica, collezionismo, usato e quanto piu sia frutto dell ingegno e della fantasia!!

Più di 2000 mq divisi in due sale, giardino e spazio esterno che ospiteranno tantissimi stands e i grandi successi della musica Rock.. e non solo!
Tra le due sale del locale un ampio spazio dedicato all’esposizione di quadri e opere d’arte, un bar all’interno e una cioccolateria con zona relax in giardino, maxischermi e luci ad accompagnare le opere degli artisti che si esibiranno dal vivo, dalla musica alla pittura.

La Cioccolateria Augusta Perusia è una cioccolateria artigianale:
pralineria, tavolette di cioccolato, vari gusti di creme da spalmare, cioccolata calda, soggettistica in cioccolato, gelati artigianali, granite, stick, bicchierini, torte gelato e semifreddi...il tutto completamente di produzione propria!

Un Mercatino proprio per tutti con un area dedicata al “Truccabimbi” dove i vostri bambini saranno accolti dall'Associazione socio culturale Fantasia che li intratterrà con animazione, giochi e trucchi!

Come da tradizione carnevalesca saranno gradite maschere, costumi, stelle filanti, coriandoli e quanto più vogliate!
Non solo i bambini!

 

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PER PRENOTAZIONE SPAZI ESPOSITIVI

scrivici qui su facebook oppure alla email welcometothemarket@gmail.com
allegando le foto dei vostri oggetti o link da cui poterli vedere
o chiamaci al numero +39 3804617509

Pagina Facebook
http://www.facebook.com/WELCOMETOTHEMARKET

Link Twitter
https://twitter.com/WelcomeMarket


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* PARTNER

Cioccolateria Augusta Perusia Roma
http://www.facebook.com/pages/Augusta-Perusia-Roma/158203287523780

Associazione socio culturale Fantàsia
http://www.facebook.com/profile.php?id=100003266940800

Simone Savo Photography
http://www.facebook.com/SimoneSavoPhotography

Second Streets Have No Name Design
http://www.facebook.com/SimonePisaniDesign

 

* BLACK OUT CLUB

Via casilina 713, Roma
http://www.blackoutrockclub.com/

Servizi del Locale:
Ambiente Climatizzato
Due Ambienti Musicali
Giardino Esterno
Parcheggio Riservato
Postazioni Bar
Servizi per i diversamente abili

Come arrivare:
Il locale è sito lungo la Via Casilina, zona Pigneto - Balzani, ed è ben visibile per mezzo dell'insegna luminosa posta all'entrata del parcheggio custodito.
dalla Stazione Termini:
A piedi per 150 metri fino alla fermata TERMINI (MA-MB-FS)

Linea 105 direzione Grotte Celoni 16 fermate, scendere a CASILINA/BALZANI proseguire a piedi per 50 metri fino all'arrivo.


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Welcome To The Market ;)

Categoria:
Cinema  Cinema
Alle Ore:
 21:00
Presso:
Alphaville
cineclub

ELIO E LE STORIE VERE

ALPHAVILLE CINECLUB
Roma, Via del Pigneto, 283

ELIO E LE STORIE VERE

Il cinema di Elio Petri (1929-1982), selezione monografica

A trent’anni dalla scomparsa, Alphaville Cineclub dedica ad Elio Petri (1929-1982) la rassegna ‘Elio e le storie vere’, selezione di lungometraggi del regista in programma , dal 3 al 12 febbraio prossimi, nella sua sede di Via del Pigneto 283 dalle ore 21.00.

Elio Petri, cinefilo sin da giovane e dunque appassionato frequentatore di cineclub, comincia ad occuparsi di cinema e riflessione politica quando assume l’incarico di critico cinematografico per L’Unità; subito dopo inizia una fruttuosa attività di sceneggiatore ed aiuto regista a fianco di Giuseppe De Santis. Il soggetto di Roma ore 11 (1952) deriva da un’inchiesta giornalistica del futuro regista, convinto sostenitore del neorealismo nel periodo 1940 – 1960, poi transfuga verso un cinema meno integralista e più attento alle esigenze del pubblico. Sempre in veste di sceneggiatore ha curato la scrittura di lavori popolari come L’impiegato (1959) di Gianni Puccini ed I mostri (1963) di Dino Risi.

Il debutto di Elio Petri con il giallo psicologico L’assassino(1961, venerdì 3 febbraio) mostra un cineasta già padrone del mezzo espressivo, impegnato ma votato ad accettare le regole produttive, consapevole che si possa far trapelare messaggio ed ideologia anche attraverso qualsivoglia contenitore di genere, come nel caso di questa opera prima in cui il vero tema portante è l’alienazione dell’uomo contemporaneo indagata attraverso l’uso del thriller anomalo per raccontare la storia dell’omicidio dell’amante di un antiquario e la relativa indagine poliziesca ma in realtà la mediocrità umana e l’ambiente in cui si è costretti a vivere e ad adeguarsi. Sagace nella selezione dei soggetti, originale nella scelta del linguaggio, abile a dirigere gli attori, Petri si è rivelato autore maturo ed impegnato (anche del soggetto originale) con I giorni contati (1962, sabato 4 febbraio), seconda opera che bene innesta, sulla radice neorealistica, una problematica esistenziale e di indagine sociale con un linguaggio moderno, da nouvelle vague, alla ricerca di uno stile cinematografico personale all'interno di generi tradizionali. In linea con un cinema strumento di crescita civile, il regista esamina temi di grande attualità: l'ipocrisia e la violenza del potere, la contestazione giovanile, la mafia, la dissoluzione della classe politica. Capace di inventare una storia fantasy/western/ commedia forse troppo anticipatrice rispetto ai gusti dell’epoca con La decima vittima (1965, sabato 4 febbraio alle 23.00), miscuglio affascinante di generi con strepitosi abiti swinging ed indimenticabile chioma bionda del Marcello nazionale, si riafferma con la requisitoria sociale in A ciascuno il suo (1967, domenica 5 febbraio), da L. Sciascia, iniziando il sodalizio con lo sceneggiatore U. Pirro. Il film dà inizio nella sua carriera ad un cinema di impegno civile con pellicole in grado di trovare punti di contatto tra qualità ed aspettativa del pubblico. Dopo Un tranquillo posto di campagna, su un tessuto psicanalitico legato all’arte ed al suo divenire (1968, giovedì 9 febbraio) con protagonista un convincente Franco Nero ed i quadri dell’artista Jim Dine, dirige Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, premio Oscar come miglior film straniero nel 1971, venerdì 10 febbraio), interpretato da G. M. Volonté come il successivo La classe operaia va in paradiso (1971, sabato 11), Palma d'oro a Cannes nel 1972: due modelli di cinema civile, sanguigno, incentrati sull'alienazione. Il primo film ruota attorno al rapporto problematico tra società, nevrosi e potere, temi puntualmente analizzati nella produzione del regista che spesso utilizza le nevrosi come mezzo per venire in contatto con il carattere di un personaggio. Nel secondo film Petri accentua la sua tendenza al grottesco, spinto al limite, in Todo modo (1976, domenica 12 febbraio), ancora da Sciascia e ancora con Volonté, storia fantapolitica di colore giallo e di aspetto metafisico situata al tempo della D.C e dotata di graffiante sagacia in cui gli attori, in particolare proprio Volontè, fanno davvero la differenza. Per la televisione Petri ha curato nel 1978 un adattamento da Le mani sporche di J.P. Sartre. Nel 1981 ha esordito in teatro con la regia di L'orologio americano, di A. Miller per lo Stabile di Genova.

A completare la selezione dedicata ad Elio Petri, mercoledì 8 febbraio alle ore 21.00 è prevista la proiezione del documentario Elio Petri, appunti su un autore (2005) di Federico Bacci, Nicola Guarneri, Stefano Leone,lavoro a sei mani per ricordare il ‘capoccione’, come Petri veniva apostrofato dagli amici del cinema, in un Paese che, forse perché ritenuto scomodo, lo ha dimenticato in fretta, nonostante i prestigiosi premi vinti e l’attenzione e la passione con cui ha tentato di analizzare il sistema italiano.

‘…Il suo cinema, formatosi nella Roma del dopoguerra, era il cinema della generazione che veniva dopo il neorealismo; conteneva al suo interno le caratteristiche di inchiesta sulla società, ma ne rappresentava anche il superamento, abbandonando l’aspetto dimesso e semplice, proprio del primo dopoguerra e diventando rappresentazione diretta della società con stili nuovi e più elaborati. ’E’ proprio questo cambiamento unito alle tematiche di nevrosi, potere ed alienazione conseguenziali, secondo gli autori del documentario, a rendere l’opera di Elio Petri assolutamente unica nel panorama autoriale italiano.

A tal proposito Elio afferma: “…Negli anni andati c’erano ancora canoni da rispettare o trasgredire. Oggi non più. Il canone neo-realistico imponeva abiti espressivi penitenziali, la realtà andava ‘rispettata’, diventava essa stessa canone e io invece pensavo che essa fosse sempre da interpretare, poiché la realtà è simbolo e metafora e non va mai ripetuta piattamente, schematicamente…”
Al documentario faranno seguito letture di inediti d’autore e proiezioni ‘corsare’!


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Alphaville Cineclub

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