| |
| Community |
|
|
|
|
Utenti Connessi: 22 dei quali 1 Iscritti
| |
|
| |
|
 |
|
| |
unbamba
26/07/10 23:57:29
| |
|
| | |
| |
paolodd
20/07/10 10:02:27
| |
|
| | |
| |
unbamba
19/07/10 21:31:10
| |
|
| | |
| |
Mohammed
08/07/10 22:36:45
| |
|
| | |
| |
ninanina
03/07/10 11:24:48
| |
|
| | |
| |
riccardo197
17/06/10 15:17:53
| |
|
| | |
| |
roberta
17/06/10 10:28:21
| |
|
| | |
| |
pvnails
16/06/10 15:22:42
| |
|
| | |
| |
mariangelaimbrenda
15/06/10 14:55:50
| |
|
| | |
|
 |
|
|
| Eventi di venerdì 30 luglio 2010 |
|
|
|
| Dove e Quando: |
Dettagli: |
|
|
| Categoria: |
 |
Cinema |
|
|
| Alle Ore: |
|
|
| Presso: |
|
|
Sin City - monograf. Tarantino - MINI ARENA PIGNETO |
Proiezione Mini Arena Pigneto: Settimana dedicata a Quentin Tarantino
Sin City
co-regia F. Miller, R. Rodriguez, USA, 2005, 124’
Sin City è una città nera, dove la notte non tramonta mai, abitata da una schiera di personaggi più cupi della notte stessa. Tutti cattivi, ognuno a modo suo: Marv, tenero bestione con un talento creativo per la sofferenza altrui; Kevin, ragazzo emotivo che ritrova la serenità divenendo uno spietato divoratore di esseri umani; la sua abietta guida spirituale il cardinale Roark, padrone della città; Dwight, fascinoso criminale che asseconda il suo destino e dispensa morte a piene mani; Gail, sua amata e regina delle prostitute che governano la città vecchia, donne che danno grande piacere, se si paga bene e si sta alle regole, o grande dolore, se si va oltre il seminato; un bastardo giallo, che violenta e mangia bambine impunito, coperto dal mostro suo padre che è anche Senatore della città, e contrastato solo da Hartigan, uno sbirro sul viale del tramonto disposto ad una carneficina per fermarlo e salvare Nancy, timida ballerina di lap dance.
Esseri che hanno poco di umano, anime nere che anneriscono il già nero skyline della città del peccato. E in mezzo a tutto questo nero, ogni gesto fuori dal piano regolatore che la morte stessa sembra attuare, brilla di un vivido accecante: il grande cuore rosso di Goldie, il sangue scarlatto versato in olocausto e quello giallo per la catarsi di Hartigan, occhi verdi, azzurri e d’oro che sono l’unica traccia di un’anima dietro le armi.
Dopo alcuni mezzi e mal riusciti adattamenti da lui supervisionati, Frank Miller si decide finalmente a mettere il suo nome a corredo di una sua storia trasposta dal fumetto alla pellicola. Per chi conosce Miller, questa è la fine di un’attesa durata vent’anni; per chi non sa chi sia, perché magari pensa che i fumetti siano roba da bambini, basti dire che Frank Miller è, semplicemente, indiscutibilmente, il re del noir degli ultimi venti anni, a prescindere da ogni disciplina artistica, artigianale o d’intrattenimento che si voglia considerare. Se questo film fosse uscito nel 1991, quando cioè è nato, con stile molto cinematografico, sulle pagine della Dark Horse Comics, oggi il linguaggio cinematografico sarebbe diverso da come lo conosciamo: per esempio, non sarebbe affatto doveroso fare una citazione dietro l’altra, ma si racconterebbero storie che iniziano coi titoli di testa e finiscono coi titoli di coda.
Oggi Miller, che da qualche anno non sforna più capolavori di carta, si è fatto dei compagni di merende: Tarantino e Rodriguez, due tipi in gamba che sanno benissimo quanto grande sia il debito che hanno col maestro. Dal primo si è fatto spiegare un po’ di marketing, dal secondo come si accende la macchina da presa, ha ripescato uno dei tanti suoi soggetti eccelsi del passato e ne ha fatto un film magnifico. Se la prossima volta il signor Miller avrà il coraggio di fare tutto da solo, e avrà premura di scrivere come sa fare, potremmo davvero trovarci di fronte ad un nuovo Anno Zero del cinema d’azione. Altro che Pulp Fiction...
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
 |
|
| Eventi di sabato 31 luglio 2010 |
|
|
|
| Dove e Quando: |
Dettagli: |
|
|
| Categoria: |
 |
Cinema |
|
|
| Alle Ore: |
|
|
| Presso: |
|
|
Grindhouse - monograf. Tarantino - MINI ARENA PIGNETO |
Proiezione Mini Arena Pigneto: Settimana dedicata a Quentin Tarantino
Grindhouse
USA, 2007, 110’
Per la dj più al top di Austin, Jungle Julia, l'ora che si avvicina al tramonto costituisce il momento migliore per cercare un po' di relax insieme alle sue due migliori amiche Shanna e Arlene. Le tre ragazze non passano inosservate quando si lanciano alla conquista della notte da Guero's al Texas Chili Parlor. Non tutti però si limitano a guardarle e magari a desiderarle piu' o meno a distanza. Tra chi le osserva c'è anche Stuntman Mike, un ormai non più giovanissimo ribelle carico di cicatrici e dallo sguardo lubricamente ammiccante. Mike è seduto al volante della sua possente auto da stuntman e attende solo di poterle attirare nella propria trappola fatta di lamiere contorte e sangue schizzato. Molti mesi dopo lo ritroveremo ancora in azione, come sempre in cerca di giovani vittime.
Gli incassi statunitensi parlano chiaro: l'accoppiata Tarantino/Rodriguez ha fallito ed è stata costretta a una repentina separazione. Ne è nato così questo Grindhouse - A prova di morte (versione allungata del Death Proof che originariamente conviveva con il rodrigueziano Planet Terror). Che dire dell'esito della separazione? Che ci offre un film sicuramente tarantiniano ma che risente di una struttura anomala.
Il Tarantino cinefilo appassionato dei B-movie si regala la possibilità di girare un film in cui si utilizzano i-pod e cellulari ma i colori, le rigature, gli stessi salti di fotogramma sembrano quelli di un film del 1977 non troppo ben conservato. Fin qui tutto bene perché il godimento è elevato. Lo è anche nelle esplosioni di violenza che trovano il loro spazio nel terzo finale di ognuna delle due parti in cui è diviso il film.
La coreografia tarantiniana qui si differenzia obbligatoriamente da quella divenuta ormai classica di Kill Bill (che viene ironicamente citato), trovando come sempre iperboli visive assolutamente geniali. Solo che per giungere a ciò si devono sorbire lunghe chiacchierate che, per quanto messe in scena da apprezzabili fanciulle, restano sempre tanto, troppo lunghe. Anche in questo caso nulla da ridire sulle citazioni colte che infarciscono i dialoghi di giovani donne destinate ad acquisire finalmente un ruolo non più solo passivo di vittime predestinate, ma il diluvio di parole è davvero da uragano Katrina. Si tratta senza dubbio dell'ennesima provocazione del luciferino Quentin (che compare anche in un cameo role): volete l'azione? Volete lo splatter? Aspettate, aspettate. I tarantiniani doc sono pronti a tutto e quindi apprezzeranno. Per gli altri l'attesa è… mortale.
|
|
|
|
|
|
|
|
| Categoria: |
 |
Musica |
|
|
| Alle Ore: |
|
|
| Presso: |
|
|
Sea Dweller+ Recap Modotti live |
-Chiusura della stagione-
Un evento a cura di N/O
sonick live e Spazio Ebbro.
Ingresso 4 € con aperitivo incluso
Dj set Giacomo Davanzo+ Piero Merola Psychodandy (Forlì, Shoegaze)+ Guest
SEA DWELLER
I Sea Dweller suonano musica dreampop/shoegaze, viaggiando su crescendo noise e bliss-out, sulla scia e influenze di Swervedriver, Swirlies, My Bloody Valentine, Slowdive.
Formazione romana che va affermandosi nel panorama internazionale, i Sea Dweller sono stati in tour con gli statunitensi ASOBI SEKSU (one little indian rec), The Victorian English Gentlemens Club (fantastic plastic rec), di supporto ad Apse e Gregor Samsa.
Hanno suonato sui palchi romani del Circolo degli Artisti, Init, Traffic, Micca Club, Zoo Bar, Sinister Noise e Jungle, senza dimenticare il Siddharta di Prato, Il Covo di Bologna, il Transilvania Live di Milano e tanti altri nazionali e internazionali.
All'entusiasmante attività live, i Sea Dweller accostano l'ottima produzione in studio, nel gennaio 2008 hanno pubblicato l'EP debutto Underwater Town (Upsidedown rec), da cui il singolo Every Inch, già incluso nella compilation internazionale The Hi-Lo Tunez Plan: 8th Step.
I Sea Dweller hanno da poco pubblicato l'album d'esordio, “Love Is Coming” per la nuova etichetta berlinese “2&1” nata dalla ceneri della gloriosa Alison Records (Malory, Highspire, Monster Movie, Resplandor, Silvania, etc)
I Sea Dweller sono Cristiano Carosi (vcls, gtr), Paola Anna Victoria Mattaroccia (bs, vcls), Paolo Miceli (già My Violent Ego) e il batterista Daryll Cruz (con Carlos Valderrama - Fitness Forever - sino all'agosto 2008)
Sito ufficiale: http://www.seadwellermusic.com/
Myspace : http://www.myspace.com/seadwellerband
RECAP MODOTTI
Da una canzone dei Fugazi, Recap Modotti altro non è che lo pseudonimo di Mattia dei RITUALE ATOMICO, chitarrista attento alla sperimentazione, dall'attitudine Noise- shoegaze. Il progetto di un musicista interessante che con ironia scrive di se:
"Ogni Pezzetto Aiuta, Come Disse La Vecchia Quando Pisciò Nel Mare: così anch'io sto contribuendo all'universo musicale con queste mie registrazioni casalinghe"
Myspace :http://www.myspace.com/recapmodotti
NON SI PUò MANCARE!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
 |
|
| Eventi di domenica 1 agosto 2010 |
|
|
|
| Dove e Quando: |
Dettagli: |
|
|
| Categoria: |
 |
Cinema |
|
|
| Alle Ore: |
|
|
| Presso: |
|
|
Bastardi senza Gloria - Tarantino - MINI ARENA PIGNETO |
Proiezione Mini Arena Pigneto: Settimana dedicata a Quentin Tarantino
Bastardi senza Gloria
USA, 2009, 138’
Primo anno dell'occupazione tedesca in Francia. Il Colonnello delle SS Hans Landa, dopo un lungo e mellifluo interrogatorio, decima l'ultima famiglia ebrea sopravvissuta in una località di campagna. La giovane Shosanna riesce però a fuggire. Diventerà proprietaria di una sala cinematografica in cui confluirà un doppio tentativo di eliminare tutte le alte sfere del nazismo, Hitler compreso. Infatti, al piano messo in atto artigianalmente dalla ragazza se ne somma uno più complesso. Ad organizzarlo è un gruppo di ebrei americani guidati dal tenente Aldo Raine i quali non si fermano dinanzi a niente pur di far pagare ai nazisti le loro colpe.
Quentin Tarantino colpisce ancora. La sua passione per il cinema di genere, unita al piacere di raccontare storie, lo porta a riscrivere la Storia ufficiale con un attentato a Hitler collocato nell'unico luogo in cui il regista americano può pensare si possa attuare una giustizia degna di questo nome: una sala cinematografica. È solo al cinema che i cattivi muiono quando devono e gli eroi si sacrificano o trionfano.
È cinema puro quello che Tarantino porta sullo schermo, come biglietto da visita di Bastardi senza gloria nella prima mezzora. I tempi, i dialoghi, la tensione, l'ironia giocata sul versante delle lingue differenti (elemento che sarà il fil rouge di tutto il film) ne fanno un piccolo/grande gioiello i cui riferimenti vanno ampiamente al di là dei referenti classici dichiarati quali Sergio Leone e lo spaghetti western.
Il film nel suo complesso non manca di qualche momento statico che fa sentire il peso della sua lunga durata. Grazie però alla straordinaria prestazione di tutto il cast ma in particolare a quella di Christoph Waltz (attore austriaco semisconosciuto da noi a riprova che, al di là dei proclami sulla circolazione delle idee, conosciamo pochissimo del cinema europeo) e grande rivelazione di questo film, Tarantino conduce le danze rendendo omaggio a Enzo Castellari senza per questo avere la minima intenzione di realizzare un remake.
Semmai resta, nello spettatore che ha amato il cinema di Ernst Lubitsch, il piacere di un soggetto che, in alcune sue parti, non può non far pensare a To Be Or Not To Be (tradotto in italiano in Vogliamo vivere ripreso poi da Mel Brooks). Là era il teatro a dominare, qui c'è un'attrice cinematografica a fare il doppio gioco e dei guerriglieri macho che si spacciano per poco credibili italiani in una sala cinematografica. Tarantino è forse l'unico regista contemporaneo capace di metabolizzare un universo cinematografico di cui si nutre costantemente (chi scrive lo ha visto applaudire calorosamente, confuso tra il pubblico della proiezione stampa, alla prima cannesiana di Looking for Eric di Ken Loach che fa un cinema distante anni luce dal suo). Lo metabolizza restituendocelo nuovo e assolutamente personale (si veda, tra i tanti e a titolo di esempio, il riferimento a Duello al sole). Perchè Tarantino ama il Cinema tout court (e non solamente, come tanti altri registi, il proprio cinema) ed è felice quando riesce a trasmettere questa sua passione. Anche in questa occasione la missione è compiuta.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
 |
|
| Eventi di lunedì 2 agosto 2010 |
|
|
|
| Dove e Quando: |
Dettagli: |
|
|
| Categoria: |
 |
Cinema |
|
|
| Alle Ore: |
|
|
| Presso: |
|
|
OMAGGIO A CORSO SALANI - MINI ARENA PIGNETO |
Proiezione Mini Arena Pigneto: Serata dedicata a Corso Salani

Proiezione del documentario:
Imatra
di C. Salani, It, 2007, 75’
Un regista, italiano. La sua attrice, madrilena. La sua assistente, ungherese di Lisbona. Una troupe minimalista, a Imatra. A girare un film, un documentario ai confini dell'Europa, negli ultimi metri di Occidente. Ma il film non è che la miccia capace di innescare il racconto di un'altra storia, esilarante, morbosa, accattivante: quella dell'ossessione di un uomo per una donna, per un mestiere - filmare le donne -, per le sensazioni che le due cose insieme non smettono di sollecitare nel cuore e nella mente. Ed ecco che il regista getta la maschera e svela un sorprendente talento di narratore, capace di donare un'esistenza immaginaria ai personaggi che il lettore ritrova nelle sequenze del film, ma anche a quelli rimasti dietro la macchina da presa. Lo fa a loro insaputa, rendendoli protagonisti di una vicenda parallela che ha luogo nel chiuso dei suoi pensieri, tutta giocata sul filo di desideri, timidezze, tic, nevrosi, suscettibilità che lo scrittore può esprimere libero dai vincoli del reale. Sempre in bilico tra l'autoironia e lo struggimento, si dipana ininterrotto il flusso di un monologo che disegna sul volto del lettore un continuo sorriso e a tratti fa esplodere una fragorosa ilarità. E intanto, impercettibili, le parole depositano nell'animo granelli di malinconia per vite possibili ma irrealizzabili, immaginate aggrappandosi a ogni incontro, a ogni piccola casualità.
A seguire proiezione del lungometraggio:
Piano, solo
R. Milani, It, 2007, 104’
Rimasto profondamente turbato dalla morte accidentale della madre, il piccolo Luca Flores trova una scappatoia dalla realtà suonando il pianoforte. Dopo il diploma al conservatorio viene introdotto al jazz di Bud Powell e nel giro di qualche anno si fa notare dai maggiori musicisti italiani e da Chet Baker, che lo chiama ad accompagnarlo nel tour europeo.
Piano, solo racconta la storia di un artista tormentato, la sua vita privata, l'ascesa al successo fino al drammatico suicidio.
La storia è piena di "musicisti dall'inferno", artisti così sensibili da perdere qualsiasi contatto con la realtà - agevolati o condannati da una latente patologia psichica - al punto da venire risucchiati dalla musica stessa. Luca Flores è uno dei talenti nascosti del jazz italiano, un pianista vissuto tra il 1956 e il 1995 che durante la sua carriera ha suonato con veri e propri mostri sacri della musica colta, da Massimo Urbani a Chet Baker, ma che sognava di esibirsi in una casetta-giocattolo lontano dagli sguardi del pubblico. A sottrarlo all'oblio, prima ancora di Riccardo Milani, fu Walter Veltroni che nel suo libro "Il disco del mondo" ne narrava la breve vita ricca di trionfi ma di altrettanti dolori. Se il titolo del libro faceva riferimento a un disco amato dal musicista - "Il clavicembalo ben temperato" di Bach - quello del film trova nel preludio di Sergei Rachmaninoff una doppia chiave di lettura, musicale e umana.
Fedele alla ricostruzione letteraria, Piano, solo ne mette in scena i punti salienti: gli anni spensierati in Africa, la morte della madre che graverà come una tacita colpa fino alla fine dei suoi giorni, l'affermazione come pianista, i primi concerti, il favore dei colleghi, l'amore per Cinzia, i primi segnali di squilibrio.
L'installazione drammatica volta a cogliere il lato più oscuro del musicista non offre neanche uno scorcio di leggerezza all'uomo, che persino dinanzi all'amore sembra titubante, distante. Trascendentale di fronte alle scale infinite che ripete al piano con devozione ossessionata - quasi a voler creare un contatto con quella madre che pensa di aver tradito, di aver ucciso - Luca Flores rivive sullo schermo attraverso la postura e lo sguardo di Kim Rossi Stuart.
Senza nulla togliere all'interprete - che regala profondità e contemplazione al musicista - sarebbe stato curioso vedere negli abiti di Flores un attore di diversa estrazione che riuscisse a misurare il lato serio al faceto rendendolo più umano. Considerata la necessità da parte di sceneggiatori e regista di raccontare l'uomo prima ancora dell'artista (esperimento cinematografico pienamente riuscito al Rembrandt di Martin Freeman), si poteva deviare dall'impianto narrativo tradizionale lasciandosi guidare dall'improvvisazione.
Tuttavia fa onore a Riccardo Milani aver riportato alla luce uno dei più formidabili talenti custoditi nella storia del jazz italiano e aver trovato dei protagonisti - notevolmente sobri - che ne potessero preservare la memoria. Tra tutti spicca la Baba di Paola Cortellesi, l'adorata sorella che fu la prima ad avvertire la caduta agli inferi della mente e dello spirito di Luca Flores.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
 |
|
|
|
|
| FOTO |
|
|
|
|
 |
|
| Pigneto RSS |
|
|
|
|
 |
|
| VIDEO |
|
|
|
|
 |
|
| Link |
|
|
|
|
 |
|
| Meteo |
|
|
|
|
 |
|
|
 |
|
|